Recensione libro: Un posto nel mondo
Recensione
| Titolo: | Un posto nel mondo |
| Autore: | Fabio Volo |
| Epoca: | Attuale |
| Pagine: | 246 |
| Voto: | 6/10 |
Trama: Questo romanzo racconta la storia di Michele, una persona “comune”: amici, donne, famiglia, casa, lavoro e varie crisi. Michele ha un amico speciale, inseparabile: Federico. I due si posso considerare praticamente fratelli se non fosse per i genitori.
Un giorno Federico, stufo della vita monotona: parte. Parte alla ricerca di sé stesso. Michele invece resta, convinto che l’amico stesse facendo, senza tanti giri di parole, una grande “cazzata”.
Dopo 5 anni Federico torna, è una persona diversa: solare e tutt’uno con la vita, in armonia. Federico ha trovato il suo posto nel mondo, un sogno da realizzare e l’amore.
Ma la permanenza di Federico non sarà lunga, è passato solamente per delle facende e degli saluti. Il suo breve soggiorno purtroppo finisce in tragedia: MUORE.
Michele non era pronto, chi lo sarebbe stato? Michele si deprime. Si risveglia in un mondo che non gli appartiene, che non vuole accettare. Decide di raggiungere Sophie, l’amore promesso di Federico, per consegnarli una collana che Federico non è stato in grado di consegnare. Molla tutto e parte: va fino a Capo Verde, dove la incontra e ci rimane per diversi mesi. Diverse cose succendono durante il soggiorno a Capo Verde: matura, cresce e si trova. Si conosce.
Una volta tornato dal viaggio, riallaccia senza problemi i rapporti con la famiglia, ritrova e mette incinta una sua vecchia fiamma e stranamente (senza spiegazione) si ritrova nella sua stessa casa/appartamento di prima (chi ha pagato l’affitto per 9 mesi?!). Ha delle allucinazioni, parla con Federico. Tutto si sistema per il meglio. Una vita vissuta e felice. Fine.
Valutazione personale: Fabio Volo: che scrittore. Amo il modo in cui si esprime e i paragoni che utilizza. La storia è ben dettagliata all’inizio, ma “a lungo andare” i dettagli svaniscono, le cose iniziano a succedere senza alcuna descrizione. Come storia mi aspettavo molto di più. Mi aspettavo dei viaggi, dei profumi, dei rumori, degli luoghi, degli eventi, diciamo… più un romanzo di un viaggiatore. La fine mi ha letteralmente smontato. Mi aspettavo di più dalla trama.
Troppo spesso ha parlato della religione. Durante la storia il protagonista parla con il suo amico defunto, il quale gli dice: “Dio esiste e non sai quanto”. Non ho per niente apprezzato la scelta dell’autore di scrivere questa frase, troppo personale.
Lo consiglio: a chi è in cerca di un romanzo semplice e ben scritta, a chi è amante dei libri di Fabio Volo e/o a chiha il desiderio di evolvere il proprio vocabolario. Questo libro è pieno di perle e paragoni STUPENDI, nonostante la storia mi abbia detto un granché.



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