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Facebook? Il problema sono io!

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Saggio – 31 Luglio 2011  
Fotografia di Cosmin Munteanu  


Il fenomeno Faceook

Negli scorsi mesi mi sono soffermato a riflettere su Facebook e alle sue potenziali pericolosità. Se non fai attenzione a quello che condividi, con il tempo, si pagheranno le conseguenze. Come prima cosa voglio sottolineare i vantaggi e svantaggi che ha portato, perchè come ogni cosa: c’è del buono e del cattivo.


Pro e Contro

Su un piatto della bilancia abbiamo un contatto universale, semplice e chiaro per tutti. Abbiamo la possibilità di rimanere in contatto con persone incontrate in vacanza. Possiamo condividere in pochi click foto scattate ad una festa (matrimonio, street parade o quant’altro) senza dover preparare un diaporama o ingegniarci dietro movie maker per fare un “filmatino”. Possiamo organizzare eventi, viaggi e cene senza il bisogno di un agenda e senza fare mille giri di chiamate. Abbiamo una vastità incredibile di servizi che ci semplifica e migliora, che lo si voglia o no, il nostro modo di vivere.

Però dall’altro canto, sul nostro piatto “negativo” (parlando della bilancia), abbiamo persone connesse 24 ore su 24 dove ogni istante della vita deve essere condivisa. Abbiamo persone che vengono licenziate per colpa di una qualche foto che nemmeno sanno dell’esistenza. Abbiamo persone “vuote”, che a quanto pare, lottino per avere lo stato più “IN” e saggia del momento. Persone che si insultano psicologicamente con delle frecciatine. Abbiamo case ritrovate vuote al rientro dalle vacanze perchè la figlia, ingenuamente, 2 settimane prima di scrivere nello stato “Domani finalmente vado al mare con la famiglia” ha sentito il bisogno di condividere la propria posizione vantando di essere sotto le coperte con il proprio ragazzo. E mi meraviglio di vederlo in continuazione, quotidianamente.

Abbiamo così tanti servizi che spesso qualche nostra azione, volontario e non, causa un effetto a catena, che a volte, potrebbe portare a grosse conseguenze. Ne fa da esempio la nostra ragazzina di prima o la storia del ragazzo che dimenticò di rendere l’evento del suo compleanno non-pubblica, e nell’ora e il giorno dell’evento si sono presentate 1600 persone!

Siamo chiari, Facebook è pericoloso. Ma qualè la soluzione?

È chiaro ormai a tutti che Facebook ha il suo rovescio della medaglia e difendersi non è evidente e l’unica vera soluzione plausibile sembra eliminarsi senza lasciare alcuna traccia.
Ma pensandoci e ripensandoci ho realizzato che non è affatto una soluzione. Almeno, parlo per chi facebook lo utilizza da diverso tempo e in un qualche modo ci si è affezzionato.
Io ad esempio ho pensato diverse volte di togliermi e nel momento in cui stavo per farlo mi sono chiesto: “ma perchè lo sto facendo?”. E l’unica vera risposta era: “Per fare l’anticonformista”. Non che togliersi da facebook sia un errore. Anzi, tanto di cappello a chi ci è riuscito senza sentirne la mancanza!
Nel mio caso la questione mi è sembrata ovvia: non è facebook il problema. Sono io!
Se non voglio avere dispiaceri vari, di qualsiasi genere, devo solo e semplicemente controllare il mio flusso di dati. Devo aver controllo delle cose che condivido e che metto a disposizione di tutti e aver ancor più controllo sulle cose che gli altri possono fare con i miei dati.

È bello avere una voce in capitolo e dar sfogo ai miei pensieri

Condividere è magnifico e venir ascoltati lo è ancora di più. L’unica cosa che dobbiamo fare è condividere con testa e con trasparenza. Ricordiamoci inoltre che facebook è una società e che i nostri dati vengono elaborati per stilare grosse statistiche per poi venderle, a pochi soldi, ad altre compagnie. Condividiamo si, ma sapendo che quello che trasmettiamo è a disposizione di tutto il mondo intero, perchè volendo o non volendo/privacy o non privacy, i nostri dati circolano e nemmeno facebook può garantirci la protezione assoluta. Pensate solo alla truffa di carte di credito alla playstation network dove un gruppo di hacker è riuscito a rubare centinaia di migliaia di dati sulle carte di credito… secondo voi facebook è più all’avanguardia della Sony? Da buon informatico vi posso assicurare che nel mondo virtuale è più facile rubarvi un qualsiasi dato da facebook che un database intero che conserva migliaia di numeri di carte di credito.

In conclusione

In conclusione voglio ribadire che quello che ho scritto è stato molto rispecchiato al mio status facebook.
Per lavoro e come persona non ho alcun bisogno di nascondere i miei dati Facebook (Sì! Pure quelle foto di carnevale dove sono ubriaco marcio). Ogni persona vive il proprio facebook.
Per vivere bene il fenomeno facebook senza tormentarsi troppo l’unico vero consiglio che posso dare è ficcarsi bene in testa che quello che si condivide è universale e accessibile.

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